Io.”
La sua voce era dolce.
Familiare.
Protettiva.
Mi si gelò il sangue nelle vene.
Mi aveva detto che stava volando a Denver.
Mi aveva mandato un messaggio venti minuti prima dicendo che si stava imbarcando.
Eppure eccolo lì, a dieci metri di distanza, che massaggiava la schiena di una donna incinta mentre lei si aggrappava alla sua manica.
Non ricordo di aver deciso di avvicinarmi a loro.
Ricordo solo di aver sentito i miei passi sul pavimento lucido dell’ospedale.
“Adrian?”
Si voltò.
L’espressione sul suo viso è qualcosa che