nessuno dei due era disposto ad arrendersi. Anche durante le settimane peggiori, continuavamo a ripeterci che in qualche modo ce l’avrebbe fatta.
Ogni volta che mi sentivo esausta o spaventata, Theo mi prendeva la mano.
“Quando tutto questo sarà finito, passerò il resto della mia vita a farmi perdonare.”
Poi, dopo mesi di cure, visite, notti insonni e paura, finalmente arrivò la notizia che avevamo quasi smesso di credere sarebbe arrivata.
Theo era guarito dal cancro.
Scoppiai a piangere nello studio del medico. Per la prima volta in quasi un