da un contratto che, in pratica, dipendeva da me.
Non avevo mai fatto nulla con quel potere perché non volevo vendetta.
Volevo una risposta.
Pensavo che, se fossi rimasto Mateo, il figlio senza talento, e nonostante tutto uno di loro un giorno mi avesse difeso, visto, abbracciato senza vergognarsi di me, allora tutto sarebbe valso la pena.
Ogni salvataggio segreto, ogni silenzio, ogni volta che avevo ingoiato un’umiliazione per continuare a osservare.
Volevo credere che sotto l’orgoglio, il classismo e l’ossessione per le apparenze ci fosse ancora qualcosa di simile